Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald

Regia di David Yates.Con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller. Genere: Fantasy, Avventura, distribuito da Warner Bros Italia Gran Bretagna – USA,2018

Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald – Warner

Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald, la magia non è più cosa per bambini

di Tommaso Calascibetta

Se decidi di confermare David Yates, regia, per il sesto film consecutivo in questo viaggio all’interno del mondo magico, significa che hai in mente un percorso ben definito per quanto concerne tutto ciò che riguarda la messa in scena di Howgarts e affini. Scelta che tra l’altro, chi scrive queste righe, condivide ampiamente.

Negli anni le rappresentazioni cinematografiche di Harry Potter hanno perso pian piano il clima di magia. Hanno smesso di essere dei film magici, per bambini, trasformandosi in film sulla vita dei maghi. Più interessati a cosa pensano i protagonisti, a come vivono il loro essere speciali. La magia pian piano è diventata naturale, è stata sdoganata e non ci si sorprende più quando si apre una porta con un alohomora o si sorseggia un goccio di polisucco. Il mago è diventato il protagonista, non lo è più il suo potere. Scelta condivisibile o meno, ma che ha concluso la saga principale con una linea di coerenza tracciata dal primo film di Yates in poi.

Animali Fantastici e dove trovarli a me era piaciuto molto, all’uscita, perché mi aveva restituito quel pizzico di magia che pensavo di aver perso. Non aveva la pretesa, o almeno non così evidente, di essere l’ennesimo film per lucrare su un brand plurimilionario. Un film che condivideva con i suoi predecessori, semplicemente, un luogo: il mondo magico. E sviluppava in totale autonomia qualcosa con dei richiami vaghi a quello che conoscevamo già, aprendoci però spiragli e prospettive che mai avremmo immaginato.

Sono andato al cinema per vedere AnimaliFantastici  – I Crimi di Grindelwald con le migliori intenzioni, ne sono uscito purtroppo con un pizzico di amarezza, con una sensazione di incompiuto che il film per tutti i suoi 134minuti di durata non è riuscito a colmare.

La regia è ineccepibile, coerente appunto, riconosci il taglio del film già dalla prima scena e sei pronto a catapultarti all’interno di questo viaggio.Man mano che vai avanti però la trama è debole, quasi volesse a tutti i costi accontentare i fan seduti in sala. Cerchi per tutto il tempo quei Crimi di Grindelwald che dovrebbero farla da padrona, e ti ritrovi invece un (quasi) mite predicatore che fa della retorica la sua lama più affilata. Aspetti scontri a colpi di incantesimi, e ricevi ostentazione di computer grafica o poco più.

Animali Fantastici  – I Crimi di Grindelwald è sicuramente un film di transizione, che apre porte a sviluppi interessanti (vedi la scoperta dell’origine di Nagini), ma che risulta debole se analizzato sciolto dalla linea temporale nella quale si colloca.

Carina l’apparizione di Nicolas Flamel, senza molto senso invece la scelta di far vedere Minerva Mcgranitt­­. Non tanto per le critiche che sono piovute sulla produzione per le incongruenze temporali, secondo i conti dei fan infatti la McGranitt nel periodo in cui è ambientato AF non era nemmeno nata, quanto invece per l’importanza di un personaggio del suo calibro che avrebbe meritato sicuramente uno spazio maggiore sullo schermo. Quando decidi di nominareMinerva Mcgranitt, limitarsi a qualcosa di molto simile ad un cameo è, secondo me, riduttivo.

A concludere la mia recensione un discorso su Albus Silente.Un’ala protettrice sulla testa del nostro protagonista Newt Scamander, che come sempre si diverte più ad essere burattinaio che uomo d’azione. Per chi conosce la storia però, e chi ha visto il film, sa bene che nel prossimo capitolo della saga dovrà per forza di cose sporcarsi le mani. Delicata, velata e volutamente ambigua la citazione della sua omosessualità che da anni ormai è motivo di interesse dai fan.

Il film nel complesso è buono, va sicuramente visto, ma spetterà al prossimo capitolo rimettere ordine ad una serie di sentimenti che sono rimasti scossi e insoddisfatti dall’ultima visione.

Blaam rating: Smokefree