Cenere di stelle: cinema, fumo e adolescenti

Cinema, fumo ed adolescenti: il fascino perverso del fumo al cinema

È anche al cinema che i nostri ragazzi imparano a fumare. Vedendo le loro attrici ed attori preferiti fumare spesso in modo eccessivo e sfacciato, possono provare il desiderio di assaporare l’ebbrezza della prima sigaretta, assistendo alla proiezione di film di grande impatto emotivo come Avatar o Remember me, ma anche di numerose altre pellicole i cui protagonisti recitano avvolti da nuvole di fumo. L’esposizione a scene di questo tipo è, con tutta evidenza, oramai dilagante in pellicole prodotte dall’industria cinematografica hollywoodiana così come da quella francese o nostrana. E tutto ciò in barba ai preoccupati appelli e richiami lanciati negli ultimi anni dagli esperti sull’esigenza di tutelare bambini e adolescenti dall’esposizione a scene che inducano per emulazione a “sperimentare” la prima sigaretta.

Sono recentissime e sempre più numerose le conferme a livello internazionale dell’esistenza negli adolescenti di una diretta correlazione tra la visione di film che includono scene in cui si fuma in maniera più o meno ostentata e la precocità del consumo di sigarette da parte dei giovani spettatori, sollecitati ed incuriositi a sperimentarne gli effetti.

Questa presentazione ed il volumetto che ad essa si riferisce, vuole essere un piccolo ma aggiornatissimo saggio sui rapporti tra cinema e fumo che si occupi non più certo di Humprey Bogart e James Dean, quanto piuttosto di una valanga di film degli ultimi anni contenenti scene di fumo inequivocabilmente interpretabili come la conferma di un antica e perniciosa alleanza tra industria del tabacco e industria cinematografica. Da Ryan Gosling a Nicolas Cage via via fino a Scarlett Johansson, la Paltrow fino ai nostri Servillo e Mastandrea, nulla a che vedere ovviamente con la qualità ed il livello artistico (di solito elevato) dei film in oggetto né tantomeno dei registi e degli attori che ne sono protagonisti.

Due oncologi, Edoardo Altomare e Domenico Galetta, propongono un’analisi approfondita di tale fenomeno, dall’alleanza tra l’industria del tabacco e quella cinematografica alle modalità con cui sono state e vengono tuttora condotte le campagne di sensibilizzazione ed educazione sanitaria contro il fumo. Una sfida decisiva, visto che anche secondo l’Oms l’efficacia di tali iniziative può arrivare a ridurre sensibilmente l’attitudine al fumo nei nostri ragazzi e a prevenirne gli effetti deleteri sulla loro salute.

Basterebbe probabilmente introdurre qualche misura per limitare l’accesso a film con contenuto di fumo a bambini e teenagers, per prevenire i gravissimi danni alla salute provocati dal fumo.