Creed II

Regia di Steven Caple Jr. Con Michael B. Jordan, Silvester Stallone, Tessa Thompson, Florian Munteanu, Dolph Lundgren. Genere: Drammatico. Distribuito da Warner Bros. Usa, 2018.

L’ultimo round di Rocky

“Giochiamo a Rocky?” era la proposta che ogni tanto ci lanciavamo io e mio fratello da piccoli quando nostra madre ci sequestrava la pallina da tennis e ci proibiva di giocare a calcio in cameretta. Dal nome poco fantasioso dell’attività ludica capirete però che non si tratta di un passatempo tranquillo: munti di guantoni da boxe (souvenir di una vacanza a San Marino) ci sfidavamo a suon di pugni, finché uno dei due non si arrendeva. Preparavamo tutto: le entrate sul ring, le musiche, gli accappatoi. Leggevamo persino le raccomandazioni dell’arbitro. Mio fratello, più grande di me, ovviamente sceglieva Rocky, mentre a me toccavano i suoi storici rivali. Uno in particolare però ha sempre catturato la mia simpatia: Ivan Drago. Sì, il russo interpretato da Dolph Lundgren e famoso per il “ti spiezzo in due” rivolto a Rocky prima dell’incontro finale nel quarto capitolo della saga. Ricordo che riproducevo perfettamente la scena dell’inno russo, quando Drago si girava verso il suo avversario fulminandolo con lo sguardo. Tutto questo bel preambolo per farvi capire quanto sono affezionato alla serie di Stallone e quanto conosca a memoria ogni singola battuta dei film di Rocky.

Per questo ed altri mille motivi, sono andato a cinema a vedere Creed II, film firmato da Sylvester Stallone e girato da Steven Caple Jr.

“Se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare”. Termina così Rocky IV, film del 1985 che celebra la vittoria di Stallone contro il russo Ivan Drago tutto muscoli e potenza. Ma non solo. In quella pellicola oltre alla vittoria di Balboa in Russia si celebra anche la vittoria del mondo yankee sul socialismo di Gorbaciov. Nel quarto capitolo della saga, Stallone ci presentava un villain completamente diverso dai precedenti (Mister T per esempio): un campione sovietico, stereotipo del soldato-atleta ai tempi della Guerra Fredda e veicolo di propaganda del regime totalitario. La lotta tra l’eroe popolare e il robot, tra l’atleta operaio che si allena sulla neve e l’uomo macchina allenato a scienza e doping, veniva risolta (pensate un po’) con la vittoria del primo e l’umiliazione del secondo davanti al pubblico di casa (che ad un certo punto inizia a tifare per l’americano). Sembrava finita, e invece no. Perché Creed II, sequel di “Creed – Nato per combattere” del 2015, è un vero e proprio omaggio (per non dire secondo capitolo) di quel Rocky IV del 1985. Il film narra della nuova vita di Adonis Creed, diventato campione del mondo, della sua famiglia e dello “zio” Rocky ormai guarito dal cancro e alle prese col rimpianto di aver abbandonato il proprio figlio a favore di quello del suo vecchio e compianto amico Apollo. Per entrambi arriva però il momento di fare i conti con il passato. Un brutto passato: il ritorno di Ivan Drago, pronto a riprendersi quello che ha perduto trent’anni prima, col l’aiuto del suo rampollo Viktor. Esiliati in Ucraina, abbandonati da Ludmilla-Brigitte Nielsen e assetati di rivincita i due russi lanciano la sfida al figlio di Apollo giocando sui sentimenti e su ovvie provocazioni (per i pochi che non conoscono la storia, Apollo Creed viene ucciso da Ivan Drago durante un incontro di boxe).

Se vi aspettate un film tutto muscoli e pugilato vi sbagliate di grosso. Creed II è molti di più. È la storia di due famiglie che cercano di superare gli ostacoli della vita, di uomini che ritornano, invecchiano e che non smettono di cercare il loro posto nel mondo. È la storia di chi continua ad avanzare nonostante tutto, perché malgrado i dubbi, le prove e le difficoltà non si lasciano abbattere. Perché malgrado la loro età, la loro estrazione sociale e il loro destino spezzato sono sempre pronti a un nuovo round per comprendere cosa significhi essere un uomo, un padre, un figlio. È l’insieme di tutti i contrasti, presente e passato, vittoria e sconfitta, perdono e rabbia, a rendere Creed II molto più che un semplice film di combattimenti sul ring.

Il risultato è una pellicola dal racconto robusto e dall’intreccio narrativo che vede l’eroe protagonista cadere e provare a rialzarsi, come in un incontro di boxe. Un film sugli errori e su come riconoscerli, accettarli e affrontarli per andare avanti. Il giusto epilogo (Stallone ha più volte ribadito che questo è l’ultimo capitolo che lo vedrà nei panni Rocky) di un eroe che dopo quarant’anni, continua ad emozionare e ad essere amato da tutti.

Blaam rating: Smokefree