Green Book

Regia di Peter Farrelly. Con Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini, Sebastian Maniscalco, P.J. Byrne. Genere: Commedia. Distribuito da Eagle Pictures. Usa, 2018.

Buon viaggio con Tony e Doc

Fatevi trasportare in questo viaggio negli Stati Uniti degli anni ’60. Fidatevi di Tony Lip Vallelonga che vi aprirà lo sportello e vi farà accomodare al fianco di Don Shirley sul sedile posteriore di una Cadillac Sedan Deville del ’62. Sarà un viaggio lungo e difficile ma nello stesso tempo piacevole e divertente nel sud del paese tra Indiana, Iowa, Kentucky, Carolina del Nord, Georgia, Tennessee, Arkansas, Mississippi e Alabama, però state tranquilli: per Natale sarete a New York, a casa Vallelonga per il cenone. Sarà un viaggio complicato e sarà lo stesso Tony a preannunciarlo a Don: “Lei nel profondo Sud? Prevedo casini!”, ma non darete subito peso a queste parole, anzi prenderete tra le mani uno strano piccolo libro verde e vi chiederete cosa sia questo “The Negro Motorist Green-Book”.

La strada sarà lunga, ma con la parlantina di Tony Lip il tempo passerà più velocemente. Tony è simpatico, un po’ rude, ma vi dirà le cose così come sono, senza filtri. Don Shirley invece è molto silenzioso, assorto nei suoi pensieri, spesso triste, però ha un talento puro: suona il pianoforte come pochi al mondo. La cosa che non riuscirete a capire è come mai Don sia invitato a fare questo tour in diversi stati del Paese ma non sarà trattato sempre come un essere umano. Fin quando lo vedrete seduto al pianoforte sarà un artista, applaudito e osannato per la sua bravura, ma appena scenderà dal palco diventerà un nero con tutti i pregiudizi e le discriminazioni tipiche di quegli anni in quegli stati degli USA. Vedrete Don costretto a dormire in “Colored Motel” e appena proverà a frequentare posti per “bianchi” finirà spesso nei guai, ma grazie a Tony riuscirà a tirarsene fuori. A quel punto capirete l’utilità di quel libro verde e vi chiederete se possa mai davvero essere esistita in quegli anni una guida per viaggiatori neri dove trovare alloggi, ristoranti, negozi e distributori di carburanti senza correre rischi. Vedrete però la caparbietà di Don nel lottare per un qualcosa, con tutte le difficoltà che ne conseguono, ed urlare: “Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco allora dimmi chi diavolo sono io!”, e capirete che quel viaggio è un atto di coraggio nel non rinnegare le proprie origini e nello stesso tempo nel non voler essere etichettato con i soliti stereotipi. Vedrete Tony, inizialmente diffidente, imparare ad aprire la propria mente, a conoscere meglio le persone, a placare i propri istinti. Vedrete nascere un’amicizia profonda.

Quando uscirete dalla Cadillac (e dal cinema) andrete a casa sorridenti e felici per questo viaggio divertente appena concluso, ma la vostra coscienza non potrà non pensare al tema che fa da sfondo al racconto: la discriminazione razziale. Ah, giusto per la cronaca, se andrete a cercare su Google: “The Negro Motorist Green-Book” capirete che è tutto maledettamente vero. Il Green Book è esistito davvero dal 1936 al 1966, scritto e pensato da Victor Hugo Green per consentire a quei pochi afroamericani che decidevano di mettersi in viaggio, di farlo senza rischiare guai.

Tutto questo è Green Book: è il racconto di un viaggio negli Stati Uniti di quegli anni tra discriminazione razziale e politica; è il racconto di una amicizia che nasce e diventa sempre più forte e intensa durante questo lungo viaggio. Il film diretto da Peter Farrelly è uno dei più belli visti negli ultimi anni, una commedia che riesce a parlare di un tema delicato senza però risultare pesante e invitando tutti noi ad una riflessione su un argomento quanto mai attuale non sono nell’America di Trump.  Menzione particolare ai due attori protagonisti: Viggo Mortensen (Tony Lip) e Mahershala Ali (Don Shirley), che con la loro interpretazione riescono a raccontare la storia di questa amicizia vera (Tony e Don sono esistiti veramente) in modo perfetto.

Blaam rating: più di 20 scene di fumo