I due papi

Regia di Fernando Meirelles. Con Jonathan Pryce, Anthony Hopkins, Juan Minujín,  Sidney Cole (II)Thomas D Williams. Genere: Drammatico, Biografico. Distribuito da Netflix. Gran Bretagna, Italia, Argentina, USA 2020.

Ho due figli, poco tempo per me, ed ho Santo Netflix. Seguo i consigli di apomediaters che hanno già visto parecchia filmografia, e scelgo i film da guardare andando a botta sicura.

Sabato pomeriggio ho passato due piacevolissime ore in compagnia di due piacevolissimi Papi. La storia è già nota ai più: Benedetto XVI un po’ per stanchezza un po’ per altro ad un certo punto decide di “abdicare” ed il suo successore non è altro che il papa odierno, Papa Francesco alias Cardinale Jorge Bergoglio.

Il film però svela i retroscena e le motivazioni, dietro una scelta tanto importante, epocale direi. E lo fa nel colloquio tra i due Papi, un eccezionale Anthony Hopkins nei panni di Ratzinger ed un Jonathan Price in stato di grazia (un somigliantissimo Bergoglio). I dialoghi sono brillanti e carichi di significato, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione; il racconto vive di parecchi flashback in cui si narra la vita di Bergoglio da giovane, in cui si disvela il peccato originale che gli impedisce di accettare (in un primo momento) la successione al soglio di Pietro. Due Papi, due cuori, agli antipodi, tanto rigoroso e dogmatico il primo quando semplice ed empatico il secondo. Due anime che poco si sopportano ma che, attraverso la parola, attraverso il mettersi a nudo l’uno di fronte all’altro, sapranno apprezzarsi più di quanto avrebbero mai immaginato. Saranno custodi l’un l’altro di confessioni reciproche, di assoluzioni reciproche e ricaveranno da questo la volontà, il primo, di lasciare il pontificato nelle mani dell’altro, sapendo essere la soluzione più giusta, il secondo, raccogliendo la sfida di accettare e di riportare la Chiesa più vicina possibile all’uomo.

L’ho trovato semplicemente un gioiellino inaspettato, un cammino semplice tra due figure che di semplice non hanno nulla, un ritornare alla terra che in realtà innalza verso l’alto, una amicizia sincera di due figure antitetiche ma rispettose l’una dell’altra. Mi è piaciuto, mi sono piaciuti. Il guardarlo in originale mi ha dato la possibilità di assaporare il coacervo di lingue diverse (anche il latino), come in una babele moderna… quando ci si vuole capire però non ci sono idiomi che separano. Parlano gli occhi, parlano le anime, parla la messa a disposizione dell’altro.

Blaam rating: Smokefree