La paranza dei bambini

Regia di Claudio Giovannesi. Con Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Viviana Aprea, Valentina Vannino. Genere: Drammatico. Distribuito da Vision Distribution. Italia, Francia, 2019.

La paranza dei bambini per le strade di Napoli

Nicola, Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò sono adolescenti con un sogno nel cassetto: diventare ricchi e potenti. Un sogno concreto che porta con sé bisogni e aspirazioni reali, come comprare abiti firmati, essere rispettati nelle strade del quartiere, fare la bella vita.

Siamo a Napoli, nel 2018. La trama è quella del film “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi, tratto dal romanzo omonimo di Roberto Saviano che per il film ha curato la scenografia insieme al regista e a Maurizio Braucci. La sceneggiatura ha ricevuto l’Orso d’Argento al Festival di Berlino.

La pellicola racconta, con minuzia di dettagli e con un approccio che si avvicina quasi al docureality, la vita di alcuni ragazzini nel rione Sanità di Napoli. A guidarli c’è Nicola, il più sveglio e ambizioso che, dopo aver rubato una pistola, si sente pronto ad entrare in una “famiglia” camorristica della zona. Mosso anche dall’amore per una ragazza incontrata per caso e dal desiderio di ostentare ricchezza e potere, Nicola porterà il suo gruppo di amici a controllare la piazza della droga. Per realizzare il progetto, però, serve sbaragliare la concorrenza. E  allora via alla violenza, alle intimidazioni, alle scorribande armate. Via alla paranza, appunto. Il termine, che in gergo camorristico significa gruppo armato, trae origine da quel fenomeno per cui piccoli pesci non ancora adulti, attratti dalla intensa luce delle lampare, si staccano dal fondo del mare e salendo verso la superficie rimangono intrappolati nelle reti dei pescatori. Una metafora chiara che dice molto sul percorso di vita di questi ragazzi, che vogliono comandare, che riconoscono e apprezzano i boss della città e che camminano sempre a stretto contatto con la morte, perché tanto – si sa – “fa parte del gioco”.

È molto difficile aggiungere qualcosa al film “La paranza dei bambini” senza correre il rischio di scivolare in moralismi e banalità. È complesso perché questo film è tremendamente angosciante, lucido, realistico. È un pugno allo stomaco che dura 105 minuti, durante i quali mai in nessun momento lo spettatore riesce a illudersi che sia solo finzione. Se i nomi dei protagonisti sono di fantasia, i fatti sono certamente realistici. Così come lo sono i luoghi, le vicende, le dinamiche, le regole di una società basata sul sopruso e sulla violenza del più forte contro il più indifeso.

Dover accettare e constatare questa verità – la realtà di bambini che fumano marijuana, girano in motorino a tutta velocità senza casco e non hanno alcuna ambizione, se non quella di entrare nel giro dello spaccio – fa molto male. È l’impotenza d chi comprende che per alcuni bambini non ci sono alternative, non ci sono sogni possibili, ma è anche l’imbarazzo di chi pensa in silenzio “Si sa, è così da anni”.

“La paranza dei bambini” è un film che scuote. E questo è un ottimo motivo per vederlo.

Blaam rating: meno di 20 scene di fumo