Lazzaro felice

Regia di Alice Rohrwacher. Con Adriano Tardioli, Alba Rohrwacher, Tommaso RagnoLuca ChikovaniAgnese GrazianiSergi LópezNatalino BalassoNicoletta Braschi. Genere: Drammatico. Distribuito da 01 Distribution. Italia 2018.

Marzo 2020, in quarantena forzata in casa causa Covid-19, spulcio l’offerta Netflix. Mi soffermo su un titolo che mi ispira…lo faccio sempre con tutto, anche con i libri. Dico spesso che sono loro a scegliere me e non viceversa. Sono il titolo e la copertina che mi catturano, e di rado sbaglio scelta. La mia vita è fatta di colpi di fulmine.

Scelgo Lazzaro felice, ed è stata una scelta felice anch’essa. Film molto particolare, ambientato in un Lazio che sembra essere di inizio 900 ma che in realtà è molto più vicino temporalmente di quanto si creda, in un paesaggio bucolico fatto di fatica, isolamento, povertà e sfruttamento, in cui si muovono personaggi usciti da un’altra epoca.

La marchesa De Luna interpretata dalla notevole Nicoletta Braschi, è la padrona di appezzamenti di terreno lavorati a tabacco e di una cinquantina di mezzadri ridotti alla fame ed alla schiavitù. Isolati dal resto del mondo grazie alla paura dell’ignoto che li circonda che la marchesa stessa inculca loro per farli restare sottomessi, vivono e lavorano senza percepire nulla, sempre in debito con la padrona che li affama.

Tra i mezzadri c’è Lazzaro, un ragazzotto con evidenti difficoltà psichiche, che viene sfruttato anche dai suoi compagni di vita e di lavoro…caricato fino all’inverosimile senza una parola di conforto, né di un abbraccio consolatorio, come uno che deve espiare in continuazione a peccati che non ha mai commesso, Lazzaro nel suo volto monocorde e nella sua semplicità d’animo e di intenti è una figura carica di passione, che si sublima quando diventa amico/fratello del figlio della marchesa De Luna, infelice e viziato ventenne alla ricerca del soldo facile e di non si sa cosa.

Tancredi De Luna finge un rapimento e si rifugia da Lazzaro, in un posto sui calanchi che conosce solo quest’ultimo. Paesaggi da favola ed una bella fotografia fanno da sfondo alla loro amicizia, unico spiraglio di un sentimento sincero (tranne quello che prova per lui la mezzadra Antonia) al quale Lazzaro si aggrappa.

Fino a quando Lazzaro, in un giorno di pioggia intensa e con la febbre, decide di raggiungere Tancredi nel nascondiglio segreto ma cade in un dirupo e muore. Intanto viene scoperto l’inganno della marchesa e vengono liberati tutti i mezzadri, che vengono convinti dai carabinieri a lasciare la fattoria e a trasferirsi in città.

Passano gli anni e, in una allegoria agiografica meravigliosa quanto sconcertante, Lazzaro si risveglia dalla morte e si ritrova nel burrone fermo al punto temporale della sua “dipartita”…cerca i compagni ma non li trova e, grazie ad avventure rocambolesche quanto grottesche, arriva anche lui in città, dove, piano piano, ritorna in contatto con tutti gli ex contadini ai quali apparteneva. Li ritrova poveri quanto e più di prima, a vivere di espedienti nei sobborghi della città. Il resuscitato Lazzaro non ha una accoglienza calorosa nemmeno ora, se non da parte di Antonia e di Tancredi, caduto negli abissi anche lui dopo il fallimento della madre e la scoperta del grande inganno. Ci sono scene molto evocative, come quella della musica in Chiesa che segue i contadini fino alla baracca dove vivono, che sottolinea l’unicità e la soprannaturalità del nostro protagonista.

Il finale è amaro, come è amaro tutto il film d’altronde. Lazzaro muore di nuovo, anche questa volta per la superficialità, l’egoismo e la mancanza di empatia di chi lo circonda, lui essere puro ed innocente in balia della prevaricazione e dell’aridità del prossimo.

Una metafora semplice e complessa allo stesso tempo, un film che mi è molto piaciuto, caratterizzazioni riuscite e quella malinconia di sottofondo che ti riempie le ossa come una nebbia densa, con la quale non riesci a fare pace nemmeno dopo giorni dalla visione del film perché sei consapevole che ne è impregnata la vita stessa, sempre.

Blaam rating: più di 20 scene di fumo

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