Star Wars: l’ascesa di Skywalker

Regia di J.J. Abrams. Con Domhnall Gleeson, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Keri Russell. Genere: Fantascienza, Azione, Avventura. Distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures Italia. USA 2019.

Dopo i primi due episodi, l’aspettativa era bassa. La trilogia Disney ha fatto arrabbiare più di un fan (di sicuro quello che sta scrivendo): riproposizione di episodi già visti, umorismo fuori luogo, sviluppi non spiegati e scene messe lì a forza, con l’intento di portare avanti più un’agenda politica che la storia.

L’ascesa di Skywalker è qualcosa di diverso. È un film che può sostenere da solo il carico narrativo dell’ultimo capitolo della saga. Si vedono, infatti, gli elementi che costruiscono una storia, forse per la prima volta in tutta la trilogia. I personaggi vivono un conflitto tra desideri e paure, e questo si nota soprattutto nei due protagonisti: Rey e Ben Solo, due personaggi opposti e complementari nella struttura narrativa. Lei desidera sapere chi è, chi è la sua famiglia, perché è stata abbandonata; ma ha paura di scoprirlo. Lui sa chi è, chi è la sua famiglia, perché lui li ha abbandonati. Vorrebbe tornare, ma ha paura che sia troppo tardi.

La vera narrazione si sviluppa attorno a questi due flussi, uno in controfase all’altro e interdipendenti. Proprio come il legame tra i due Jedi. In particolare, Rey diventa finalmente interessante. È forse il primo personaggio femminile credibile dell’intera saga, con una profondità di sfaccettature paragonabile solo a quella di Anakin Skywalker/Darth Vader.

Persino l’agenda politico-sociale, che a quanto pare sia l’ansia maggiore per la Disney, diventa credibile. Rey si afferma come donna in grado di decidere il suo futuro e la sua stessa identità. Anche tutta la resistenza prende coscienza e coraggio grazie alle parole di uno dei personaggi della trilogia originale che gode di un cammeo (e non vi dirò chi è): “noi siamo di più”.

Non è certo un film perfetto. Sembra che JJ Abrams sia rimasto prigioniero di Lost, non solo per il cammeo di due personaggi della serie. Ha caricato i due precedenti episodi di domande. Le risposte in questo film, a volte, sono frettolose e incomplete. Penso alla natura del primo Ordine e alla sua nascita: quest’ultima viene accennata in due momenti in maniera parziale e confusa. Non che alcuni punti di svolta della trama siano invece ben delineati, con personaggi che innescano plot twist drammatici con motivazioni poco credibili. Inoltre, permangono alcuni personaggi assolutamente irrilevanti (Rose), mentre altri vengono riproposti solo con l’intento di lasciare la porta aperta a possibili spin-off (Zorii Bliss).

Tutto sommato, il film salva una trilogia che altrimenti avrebbe inquinato una storia che poteva concludersi con la già non perfetta seconda trilogia. Però, da fan, vi prego: basta.

Blaam rating: Smokefree

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