Triple Frontier

Regia di J.C. Chandor. Con Ben Affleck, Oscar Isaac, Charlie Hunnam, Garrett Hedlund, Pedro Pascal. Genere: Azione, Avventura. Distribuito da Netflix. Usa, 2019.

Triple Frontier

Quando si gira un film, di norma, il regista e lo sceneggiatore dovrebbero trovarsi difronte ad un bivio e scegliere la strada che più li aggrada: aggiungere qualcosa di nuovo al mondo del cinema oppure fare meglio qualcosa che già si è visto in sala. La grossa pecca di Triple Frontier nei suoi 125 minuti di durata è che non riesce in nessuno dei due buoni propositi che ogni nuova produzione dovrebbe porsi come obiettivo prima di battere il primo ciak. La storia dei reduci insoddisfatti delle loro vite dopo il congedo, in cerca di rivalsa e giustizia per riuscire a prendersi quello che effettivamente gli spetterebbe, è un copione trito e ritrito nelle produzioni americane. Il narcotrafficante da depredare come novelli Robin Hood, il padre di famiglia che non riesce a garantire a sua figlia un degno futuro dopo anni al servizio della bandiera a stelle e strisce, l’irriducibile soldato che ancora lotta al fronte e che per amor della giustizia, più o meno, rimette in piedi la sua vecchia squadra.

Ne abbiamo visti decine di film così.

L’intera pellicola, scarna anche di dialoghi degni di nota, se non in qualche passaggio, si regge su una regia comunque curata e che esalta assolutamente il contorno scenografico e paesaggistico che ci regala il film. Qualche buco di trama si perde tra le Ande, come possano 5 uomini riuscire a trascinare un centinaio di borse piene di soldi su e giù per una montagna con tale facilità resta infatti un mistero. Come è un mistero come si possa sopravvivere in alta quota con vestiti bagnati, senza fuoco per buona parte della storia e con un attrezzatura sicuramente più adattata ad un clima marittimo.

Netflix ha puntato molto su Triple Frontier, come fatto con altre grosse produzioni in passato, forte di un cast che avrebbe dovuto, immaginiamo, secondo le intenzioni iniziali reggere l’intero film semplicemente con il carisma di chi recita. Certo, vedere sullo schermo Ben Affleck è sempre un piacere, se poi a lui ci aggiungi un Oscar Isaac in completa ascesa e un Pedro Pascal ormai volto mondiale della lotta al narcotraffico, probabilmente la convinzione di avere mezzo film già pronto ti viene. Il problema è che un attore, per quanto bravo possa essere, è semplicemente una pedina nelle mani del regista e del copione che gli viene affidato, con dei margini di movimento dai confini spesso labili, ma che va supportato per non indurlo a essere più grande del personaggio che interpreta.

Nel complesso è un film carino, che va visto in compagnia durante una serata tra amici, quando il film è un sottofondo e non il protagonista.

Blaam rating: Smokefree

1917

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